Segue l’ultimo appuntamento con i diari di viaggio del camminatore Giovanni, questa volta ci accompagna lungo il suo Cammino di San Francesco da Rimini a La Verna.
Nell’articolo, le sue foto e i disegni accompagnano le parole.
Il diario è composto da sei capitoli (6 poesie/sei tappe, scelte dal figlio Riccardo) con breve introduzione ed un ultimo disegno; suddiviso in tre scansioni per semplicità di lettura.

Le poesie sono state scelte, prima di partire, da uno dei miei figli e inserite in una busta chiusa (anche il tema mi è sconosciuto) così da non saperne io il contenuto. La mattina inizia con la lettura di una poesia che mi accompagnerà per quella giornata di cammino.

Perché si legge? Leggere e camminare sono forse la stessa azione? Entrambe a velocità lenta riescono a dare tempo e spazio all’anima. La lettura permette di cogliere così aspetti di noi, inaspettatamente; involontariamente parole lette risuonano nella parte più profonda di noi stessi; risvolti, che non riuscivano a manifestarsi, vengono alla luce con chiarezza e forza, quasi inconsciamente. Leggere insegna e obbliga conseguentemente a ricordare.

Perché si scrive? Scrivere permette di ricordare. La scrittura permette di pensare e vivere con più attenzione, non lasciando all’oblio pensieri, percezioni, emozioni e ricordi. Senza i ricordi più belli saremo alle mercé di rimpianti, non trovando appigli. Oggi troppe foto sono archiviate in hard disk abbandonati; i momenti importanti hanno la necessità di essere ricordati per guardare nel passato con felicità.

Custodire le esperienze, come fonte di gioia, e a distanza di tempo avere la capacità di conservarne la sensazione ed il senso. Tornare con gratitudine ai momenti passati. La vita non si riduce ad una linea temporale che scorre, ma periodi che si intrecciano; i ricordi del passato sono riserva di energia anche e soprattutto nelle fasi difficili del presente. Il passare del tempo, la sua fuga, diventa patrimonio della propria vita.

In questo trekking, come nel precedente diario, non avevo domande, non volevo dare risposte, ognuno troverà la propria via e le proprie risposte alle proprie domande: mi sono incamminato, ho ascoltato in silenzio, letto e scritto, liberato il cuore e condiviso, ma soprattutto RESPIRATO!” (In questo trekking ho indossato i pantaloni disegnati/ideati da me “rolled up – da lunghi a corti senza togliere le scarpe”)

Ringraziamenti:
Buonasera, Le emozioni, provate durante il cammino, richiederebbero settimane per poter essere elaborate. Non volevo che il tempo passasse inutilmente, il tempo è un regalo inestimabile, “In quest’ora della sera da questo punto del mondo” (“Poesia dei doni” di Mariangela Gualtieri) vorrei fare i complimenti all’organizzazione ed esprimere un grande ringraziamento ad Alessia, la nostra guida, che ha trasformato pensieri, sapori, paesaggi, prospettive in Doni : ” ringraziare desidero il divino labirinto degli effetti e delle cause per la diversità delle creature……” (“Otro Poema de los Done”/”Altra Poesia dei doni” di Jorge Luis Borges, la bellezza ed il valore di ogni giorno, di ogni esperienza anche delle più semplici è fonte di gratitudine, ogni giorno è un regalo/presente). A tutti i compagni di viaggio, grazie per le relazioni umane e per le amicizie che si sono venute a creare sorseggiando una birra, sorridendo ad un pensiero e respirando guardando il cielo. Un abbraccio a tutti, proporzionato alla lontananza.
Giovanni
